Tremestieri. Riparazione della diga, lavori all’Ati Scuttari e Scs. La riapertura integrale è prevista per giovedì: il dragaggio non consente alle navi un accesso sicuro

di Alessandro Tumino – È ancora un’aggiudicazione provvisoria, che passa dalle verifiche di legge, ma finalmente s’avvicina quella “riparazione della diga” che, agli approdi di Tremestieri, le persone di buon senso si attendevano invano già nel 2009 e poi nel 2010. Come dimenticare le due sciroccate devastanti che spazzarono via il tratto finale della diga protettiva del mini porto? Tre cassoni di calcestruzzo per una lunghezza di quasi 20 metri, che non sono stati ricostruiti ma solo rimpiazzati con una barriera di massi. E gli insabbiamenti periodici, che probabilmente si sarebbero verificati lo stesso, hanno certo avuto dimensioni maggiori. Insomma, strutturalmente parlando, quest’estate si correrà ai ripari.
I lavori da 2,9 milioni di euro risultano al momento assegnati all’impresa veneziana Fratelli Scuttari di Chioggia (la stessa che sta eseguendo il dragaggio) associata alla Scs di Rovereto, Trento, specializzata in pali e fondazioni. Il progetto, che comprende la ricostruzione e il consolidamento generale della diga, è stato curato dal Genio Civile delle Opere marittime per conto dell’Autorità portuale. All’intervento, purtroppo, si arriverà fino all’ultimo con una tempistica ordinaria, senza beneficiare di quelle accelerazioni che sono tipiche delle opere emergenziali ma che – come ha sostenuto il direttore tecnico dell’Authority, Di Sarcina – sarebbero state possibili solo se si fosse trattato di una somma urgenza, ovvero di un’opera di protezione della pubblica incolumità. Dopo la firma avvenuta ieri dell’aggiudicazione provvisoria, da parte del presidente dell’Autorità portuale, il prof. Dario Lo Bosco, e le verifiche necessarie per emettere il verdetto definitivo, dovranno passare per legge non meno di 35 giorni per siglare il contratto.
Vi è comunque, da parte dei vertici dell’ente ministeriale, la volontà di bruciare le tappe, per quanto possibile. «Già nella prossima settimana – preanuncia Di Sarcina - vogliamo sederci tutti al tavolo, istituzioni ed armatori, per mettere nero su bianco un piano dei lavori che tenga conto di un dato essenziale: la riparazione della diga sarà effettuata soprattutto d’estate e quindi i cantieri andranno ottimizzati per raggiungere la massima efficienza senza interferenze pesanti con i flussi estivi di tir». E non sarà facile, vista la corsa contro il tempo che si giocherà rispetto alle sciroccate d’autunno.
Ieri, intanto, la prevista riapertura della banchina di riva è slittata: verosimilmente a giovedì mattina. Il sopralluogo della corporazione dei piloti e della Capitaneria ha fatto rilevare che il posizionamento del pontone galleggiante per il dragaggio all’imbocco del mini porto (sebbene a ridosso della banchina esterna) determina comunque un’ostruzione per le regolari manovre d’accesso in porto ed ormeggio. Il dragaggio finirà mercoledì sera, e dunque solo giovedì i tir dovrebbero tornare ad imbarcarsi su entrambi i moli di Tremestieri e lasciare libere le vie del centro.








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